Conosciamo la nuova Presidente del Comitato di Equi-Lab!

Annamaria Astrologo è Professoressa titolare nell’Istituto di diritto (IDUSI), membra del Senato accademico e rappresentante del Senato accademico nel Consiglio dell’Università della Svizzera Italiana. Dal 2018 è anche Docente a contratto del corso di “Diritto penale svizzero” presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi dell’Insubria e in alcuni MAS SUPSI. È responsabile scientifica dell’Osservatorio ticinese sulla criminalità organizzata e siede nel board del Forum Svizzero sulla Giustizia riparativa. Membra del Comitato di Equi-Lab dal 2022, ne ha assunto la Presidenza lo scorso maggio, portando un’esperienza accademica e professionale che coniuga rigore giuridico, attenzione alla sostenibilità sociale e impegno per la valorizzazione delle diversità.
Per iniziare, ci racconti brevemente il tuo percorso professionale e cosa ti ha portata a entrare nel Comitato di Equi-Lab?
Il mio è un percorso accademico iniziato a Bologna, all’Alma Mater Studiorum, e poi, dopo il dottorato e vari anni di ricerca, proseguito presso l’Istituto di diritto dell’Università della Svizzera italiana. Quando mi sono trasferita in Ticino, una mia ex-collega e, mi permetto, anche grande amica, Federica De Rossa, allora Presidente e attualmente Presidente onoraria di Equi-lab, mi ha avvicinato all’associazione, di cui ho fin dal principio apprezzato e condiviso la missione e l’impegno.
Fai parte del Comitato di Equi-Lab da diversi anni. Cosa ti ha motivata ad assumere ora il ruolo di Presidente?
Sinceramente non mi aspettavo questa proposta, che mi ha onorato molto. Mi sono sempre confrontata con le condirettrici, che stimo profondamente, sia sotto il profilo umano, sia sotto il profilo professionale. La grande stima che ho per loro è stata sicuramente una motivazione importante. Inoltre, ammetto che, nella mia vita, ho sperimentato direttamente una grande difficoltà nella conciliabilità lavoro – famiglia e questo mi spinge a impegnarmi affinché le nuove generazioni possano avere un contesto diverso. Anche nella mia vita privata e nell’educazione dei miei figli (Jacopo, 15 anni e Bianca 12 anni) cerco di impegnarmi affinché comprendano l’importanza della valorizzazione delle diversità (in ogni ambito) e dell’empowerment femminile.
La tua attività accademica e di ricerca si concentra su temi quali il diritto penale economico, la responsabilità delle imprese e la giustizia riparativa. Secondo te, in che modo queste esperienze possono contribuire alle attività di Equi-Lab?
I miei temi di ricerca spaziano dal diritto penale dell’economia (con un focus sull’infiltrazione della criminalità organizzata di tipo mafioso nel mondo economico) alla giustizia riparativa. In generale, comunque, sono attinenti al diritto penale. Questo può far pensare che siano molto lontani dai temi di cui si occupa Equi-lab. In realtà, per esempio, quando consideriamo il tema della giustizia riparativa, ci confrontiamo con una tipologia di giustizia che mette al centro la persona, l’empowerment della vittima e la responsabilizzazione dell’autore di un reato. In altri termini, la giustizia riparativa è una concretizzazione della sostenibilità sociale e ha “la finalità di promuovere società giuste, pacifiche e inclusive” come statuito nella Dichiarazione dei Ministri della giustizia degli stati membri del Consiglio d’Europa sul ruolo della giustizia riparativa (Venezia, 13 e 14 dicembre 2021). Sono proprio le stesse finalità che perseguiamo con Equi-lab.
Quali aspetti della missione e delle attività di Equi-Lab senti più vicini alla tua sensibilità personale e professionale?
Tutti i programmi di formazione, ovviamente, sono molto vicini al mio percorso professionale. Devo dire che, da qualche anno, Equi-lab organizza, in sinergia con l’Istituto di diritto dell’Università della Svizzera italiana, un corso di formazione continua dal titolo “Imprenditrici si diventa”. Inaugurare questo corso ogni anno per me è molto emozionante. Sono abituata a vedere davanti a me studentesse e studenti molto giovani. Quando apro questo corso, mi confronto invece con donne che hanno già un percorso, donne che si rimettono in gioco dopo parentesi che le hanno allontanate dal mondo del lavoro, donne che hanno cambiato Paese e fanno fatica a ripartire con il proprio sviluppo professionale. Donne con grande coraggio. Mi rendo conto che il mio ruolo all’interno di Equi-lab mi ha sempre consentito di confrontarmi con esperienze estremamente arricchenti.
Quali sono le priorità che vorresti promuovere come Presidente di Equi-Lab nei prossimi anni?
Difficile fare delle previsioni a lungo termine, ma vorrei consolidare il ruolo di Equi-lab e favorire ancora di più le sinergie con il mondo economico del territorio. In Ticino, ancora troppi attori del mondo economico hanno paura ad approcciare i temi della conciliabilità lavoro-cura-famiglia e delle differenze di genere, ritendo la sostenibilità sociale un mero onere e non una formidabile opportunità di distinguersi come datore di lavoro attrattivo. L’obiettivo è vincere queste resistenze, che sono, prima di tutto, culturali.
C’è un messaggio che vorresti condividere con le persone che seguono e sostengono Equi-Lab?
Senza nessuna retorica, credo che ciascuno di noi, nel proprio ruolo e nel proprio mondo, possa fare qualcosa per far sì che le differenze di genere si assottiglino. Riprendendo le parole di Martin Luther King: “può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla”.