Imposizione individuale: una riforma chiave per la parità. Equi-Lab sostiene la campagna “Tax me if you can” di Alliance F

L’8 marzo 2026 la popolazione svizzera sarà chiamata a votare sull’introduzione dell’imposizione individuale, una riforma fiscale con importanti implicazioni per la parità tra donne e uomini e per il mercato del lavoro.
Questa riforma solleva una questione centrale per le politiche di parità e di conciliazione vita-cura-lavoro: il sistema fiscale non è neutro, ma incide concretamente sulle scelte professionali e di vita. L’attuale tassazione fondata sullo stato civile tende infatti a scoraggiare l’attività professionale del secondo reddito, quasi sempre femminile, con una conseguente svalutazione del lavoro delle donne.
Questo meccanismo contribuisce alla sproporzionata concentrazione di lavoro a tempo parziale tra le donne, che, in molti casi, non riflette una libera scelta, ma condizioni quadro fiscali e organizzative fortemente vincolanti. Quando il part-time non è una libera scelta, si associa a precarietà delle condizioni di lavoro, a effetti indesiderati sul reddito e alla mortificazione delle ambizioni umane e professionali.
Inoltre, a parità di reddito complessivo, le coppie sposate risultano oggi fiscalmente svantaggiate rispetto alle coppie non sposate, generando così un “bonus al concubinato” e una disparità di trattamento.
L’imposizione individuale:
• consente di progredire verso la parità di diritto e di fatto sancita dalla Costituzione, riconoscendo pienamente il contributo economico di ogni persona, indipendentemente dallo stato civile;
• permette di sostenere la realtà delle coppie di oggi, almeno sul piano fiscale: il modello familiare a doppio reddito è il più ambito dalle giovani generazioni anche in Svizzera, ma continua ad essere inspiegabilmente disincentivato, a partire dai costi proibitivi dei servizi per l’infanzia;
• riconosce che rafforzare l’autonomia economica femminile significa attenuare strutturalmente la penuria di manodopera qualificata: l’80% delle persone che aumenterebbero o riprenderebbero la propria attività professionale sono donne di età compresa tra i 25 e i 55 anni, di cui un terzo possiede un diploma universitario e il 58% un diploma di scuola secondaria. Competenze preziose e quanto mai indispensabili per assicurare la crescita futura del nostro Paese;
• riconosce che potenziare l’occupazione femminile a condizioni eque darebbe anche impulso alla natalità: nonostante una narrativa nostalgica, ancora troppo spesso ancorata a modelli familiari degli anni ’50, gli studi hanno chiaramente mostrato che, a partire dagli anni 2000, la correlazione tra occupazione femminile e tasso di fecondità è diventata positiva.
Equi-Lab lavora per la conciliazione vita-cura-lavoro e la valorizzazione delle differenze di genere: in vista della votazione dell’8 marzo prossimo, non solo sosteniamo con forza l’introduzione dell’imposizione individuale, ma riteniamo fondamentale contribuire ad un’informazione chiara, basata sui fatti e scevra da stereotipi sui ruoli di genere.
Pagina della campagna:
https://fr.alliancef.ch/comite-des-femmes-imposition-individuelle